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Retribuzione

Sistema di bonus: tipi, psicologia e come progettare un piano bonus

Una guida pratica ai sistemi di bonus per i team HR e Reward: tutti i tipi di bonus a confronto, cosa dice davvero la ricerca sulla motivazione, la progettazione di un piano passo per passo con una curva di payout e quanto spesso gli annunci di lavoro europei citano ciascun bonus.

Disponibile anche in: EnglishEspañolCatalàFrançaisDeutschPortuguês

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Un sistema di bonus è l’insieme di regole che stabilisce chi può ricevere un bonus, quanto, per quali risultati e quando viene pagato. Un buon sistema traduce gli obiettivi aziendali in pochi target chiari e misurabili su cui i dipendenti sentono di poter incidere; uno cattivo sembra una lotteria, oppure finisce silenziosamente per diventare parte dello stipendio.

Questa guida mette a confronto gli otto principali tipi di bonus, spiega cosa dice davvero la ricerca sulla motivazione per ciascuno di essi e illustra come strutturare i bonus passo per passo, con un esempio pratico di curva di payout. Include inoltre i dati TalentUp su quanto spesso gli annunci di lavoro europei citano ciascun tipo di bonus e su cosa comporta la Direttiva UE sulla trasparenza retributiva per la progettazione dei bonus.

Punti chiave

  • Un sistema di bonus per i dipendenti si basa su cinque elementi: eleggibilità, percentuale target, indicatori e pesi, curva di payout e regole di pagamento.
  • I diversi tipi di bonus agiscono su leve psicologiche diverse: i bonus individuali stimolano l’impegno, quelli di team la collaborazione, i bonus di retention e d’ingresso comprano tempo e coinvolgimento.
  • La ricerca conferma l’efficacia degli incentivi sulla quantità dell’output, mentre qualità e lavoro creativo dipendono maggiormente dalla motivazione intrinseca.
  • L’equità è decisiva: i dipendenti giudicano il modo in cui un bonus viene deciso tanto quanto il suo importo.
  • Nei dati TalentUp 2026, il 12,5% degli annunci di lavoro europei cita almeno uno dei sei tipi di bonus considerati, percentuale che sale al 21,3% nei ruoli commerciali.

Che cos’è un sistema di bonus?

Un sistema di bonus, o piano bonus, è la parte variabile della retribuzione di breve termine. Si aggiunge alla retribuzione base e viene pagato una volta noti i risultati di un periodo, di solito un anno, un trimestre o un progetto. La maggior parte dei piani è non discrezionale: la formula è fissata in anticipo e il payout segue i risultati. I bonus discrezionali vengono decisi a posteriori dai manager e sono più difficili da spiegare e da difendere.

Ogni piano bonus risponde alle stesse domande:

Elemento Domanda a cui risponde Esempio
Eleggibilità Chi può riceverlo? Tutti i dipendenti a tempo indeterminato dopo 3 mesi
Bonus target Quanto al 100% della performance? 10% della retribuzione base
Indicatori e pesi Quali risultati contano, e quanto? 30% azienda, 30% team, 40% individuale
Curva di payout Cosa succede sotto e sopra il target? 50% alla soglia, tetto al 200%
Regole di pagamento Quando e a quali condizioni viene pagato? Annualmente, se in forza alla data di pagamento

La frequenza di pagamento è una scelta di progettazione a sé; ne parliamo in ripensare la tempistica dei bonus: quello annuale è ancora efficace?. Per le ricompense che maturano in tre-cinque anni, consulta la nostra guida agli incentivi di lungo termine.

Tipi di sistemi di bonus a confronto

Ogni tipo di bonus premia un comportamento diverso e comporta un rischio diverso. La maggior parte delle aziende ne combina due o tre, ad esempio una componente aziendale, una componente individuale e le provvigioni per i ruoli commerciali.

Tipo di bonus Cosa premia Come viene pagato Leva psicologica Rischio principale Ideale per
Bonus di performance individuale Obiettivi personali o KPI % della retribuzione rispetto ai target, di solito annuale Aspettativa e definizione degli obiettivi Manipolazione degli indicatori, lavoro di squadra trascurato Ruoli con output chiaro e controllabile
Bonus di team Risultati condivisi di un team o progetto Pool suddiviso in parti uguali o in base al contributo Collaborazione, obiettivi condivisi Free-riding da parte di chi contribuisce poco Lavoro interdipendente, progetti
Bonus aziendale o partecipazione agli utili Risultati aziendali come utile o EBITDA Pool finanziato dai risultati, pagato a tutti Identificazione con l’azienda Scarsa line of sight per la maggior parte del personale Allineamento generale, piccole e medie imprese
Provvigioni Fatturato o margine delle vendite % di ogni vendita, spesso con acceleratori Rinforzo diretto e immediato Visione di breve periodo, vendite scorrette Vendite e business development
Bonus d’ingresso Accettazione di un’offerta Pagamento una tantum all’assunzione o dopo, spesso con clausola di restituzione Compensa ciò a cui il candidato rinuncia Attira mercenari, risentimento tra i colleghi Profili scarsi, riacquisto di bonus non maturati
Bonus di retention Restare fino a una data Somma forfettaria pagata al termine del periodo di retention Avversione alla perdita: si perde se si lascia l’azienda Uscita subito dopo il pagamento Fusioni, trasformazioni, progetti critici
Bonus una tantum (spot bonus) Contributi eccezionali e non pianificati Piccolo premio una tantum poco dopo l’evento Riconoscimento, rinforzo tempestivo Percezione di favoritismi Tutti i dipendenti, insieme al riconoscimento
Bonus per referral Segnalare un candidato poi assunto Importo fisso dopo il superamento del periodo di prova Reciprocità sociale Segnalazioni di bassa qualità se mal progettato Ruoli difficili da coprire e assunzioni in volume

Due scelte di calcolo valgono per tutti. I bonus in percentuale della retribuzione crescono con la seniority e sono la norma nei piani di performance; gli importi fissi sono più semplici e diffusi per spot bonus, referral e bonus d’ingresso.

Cosa dicono gli annunci di lavoro europei sui bonus

Quanto spesso i datori di lavoro usano i bonus come messaggio di recruiting? TalentUp ha analizzato annunci di lavoro di dieci paesi europei, cercando nelle descrizioni complete sei tipi di bonus specifici in otto lingue.

12,5%

degli annunci 2026 cita almeno uno dei sei tipi di bonus considerati, rispetto al 14,0% del 2024

6,0%

cita un bonus di performance o annuale, il più comune dei sei

21,3%

degli annunci commerciali cita uno dei sei tipi, contro il 9,8% nel tech

11,9%

degli annunci francesi cita la partecipazione agli utili, il valore più alto tra tutti i paesi

Fonte: database di annunci di lavoro TalentUp, gennaio–settembre 2024 e 2026.

I bonus di performance sono in testa ovunque, ma ogni paese ha una sua firma. La Francia spicca per la partecipazione agli utili grazie ai suoi schemi di intéressement e participation, la Polonia per i programmi di referral, mentre Regno Unito e Irlanda citano quasi ogni tipo di bonus più spesso dell’Europa continentale. I bonus d’ingresso e di retention sono rari negli annunci, rispettivamente allo 0,4% e 0,1%, e compaiono soprattutto nel Regno Unito, in Irlanda e in Portogallo.

Tipo di bonus 2024 2026
Bonus di performance o annuale 6,9% 6,0%
Bonus o programma di referral 3,6% 2,8%
Provvigioni 2,6% 2,5%
Partecipazione agli utili 2,1% 2,4%
Bonus d’ingresso 0,4% 0,4%
Bonus di retention o fedeltà 0,1% 0,1%
Almeno uno dei sei tipi considerati 14,0% 12,5%
Paese (2026) Uno dei sei tipi considerati Bonus di performance Provvigioni Referral Partecipazione agli utili
Regno Unito 23,5% 12,5% 6,5% 7,1% 1,2%
Francia 17,5% 5,0% 1,3% 2,7% 11,9%
Polonia* 16,7% 5,7% 1,1% 10,1% 0,9%
Irlanda 13,8% 7,6% 3,0% 3,6% 0,9%
Portogallo 12,1% 6,4% 2,3% 2,8% 0,6%
Paesi Bassi 11,2% 7,1% 0,6% 0,9% 3,0%
Spagna 9,3% 3,2% 4,3% 2,0% 0,2%
Germania 9,2% 3,8% 3,0% 1,8% 1,5%
Italia 5,6% 3,6% 1,6% 0,2% 0,4%
Belgio 4,7% 3,7% 0,4% 0,1% 0,3%

*Il campione polacco del 2026 è più ridotto (circa 650 annunci), quindi i suoi dati vanno considerati indicativi.

La famiglia professionale fa la differenza più grande. Nel 2026, gli annunci commerciali citano le provvigioni nel 10,8% dei casi e un bonus di performance nel 9,1%, mentre gli annunci tech citano le provvigioni appena nello 0,8% e un bonus di performance nel 4,9%. Il messaggio principale per i datori di lavoro è che la maggior parte degli annunci non dice nulla sulla retribuzione variabile, quindi un bonus spiegato con chiarezza resta un elemento di differenziazione.

La psicologia dei sistemi di bonus

I bonus funzionano, ma non sempre nel modo in cui chi li progetta si aspetta. Cinque teorie consolidate spiegano gran parte di ciò che va bene o male.

Teoria delle aspettative: impegno, risultato, ricompensa

La teoria delle aspettative di Vroom afferma che le persone si impegnano quando credono che l’impegno porti alla performance, che la performance porti alla ricompensa e che la ricompensa valga la pena. Un bonus si inceppa se uno qualsiasi di questi anelli è debole: target percepiti come irraggiungibili, indicatori su cui i dipendenti non possono incidere o payout troppo piccoli per contare. Per questo la line of sight, cioè la capacità del dipendente di vedere come il proprio lavoro muove l’indicatore, è il primo test di qualsiasi piano bonus.

Definizione degli obiettivi: specifici e sfidanti, ma accettati

Decenni di ricerca sintetizzati da Locke e Latham (2002) mostrano che obiettivi specifici e difficili portano a performance migliori rispetto a vaghi obiettivi del tipo “fai del tuo meglio”, a condizione che le persone vi siano impegnate, ricevano feedback e abbiano la capacità di raggiungerli. Per la progettazione dei bonus questo significa pochi obiettivi, chiari e sfidanti, concordati e monitorati durante l’anno, invece di una lunga lista di indicatori rivelata a fine anno.

Avversione alla perdita: le perdite pesano più dei guadagni

La teoria del prospetto (Kahneman e Tversky, 1979) mostra che le persone percepiscono le perdite più intensamente dei guadagni equivalenti. Gli esperimenti sul campo lo confermano anche sul lavoro: in una fabbrica cinese, Hossain e List (2012) hanno rilevato che presentare un bonus come qualcosa che i lavoratori avrebbero perso aumentava la produttività dei team di circa l’1% solo grazie al framing. Nelle scuole di Chicago, Fryer, Levitt, List e Sadoff (2012) hanno pagato gli insegnanti in anticipo chiedendo loro di restituire il denaro se i risultati non miglioravano, ottenendo un aumento dei punteggi in matematica tra 0,20 e 0,40 deviazioni standard, mentre il tradizionale bonus di fine anno non ha avuto alcun effetto significativo. I bonus di retention e i pagamenti differiti usano la stessa leva, ma gli schemi di tipo clawback possono essere percepiti come punitivi e devono essere giuridicamente solidi in ciascun paese.

Equità e giustizia: come viene deciso il bonus

La teoria dell’equità di Adams sostiene che le persone confrontano il proprio rapporto tra ricompensa e impegno con quello degli altri e reagiscono quando percepiscono uno squilibrio. Una meta-analisi di 25 anni di ricerca sulla giustizia organizzativa (Colquitt et al., 2001) ha rilevato che sia la giustizia procedurale (un processo equo) sia la giustizia distributiva (un risultato equo) sono legate a soddisfazione, coinvolgimento e performance. Due dipendenti che ricevono lo stesso bonus possono viverlo in modo molto diverso a seconda di quanto chiaramente è stato spiegato. L’equità è anche il ponte verso salari di mercato ed equità interna: un bonus generoso non rimedia a una retribuzione base percepita come ingiusta.

L’effetto spiazzamento sulla motivazione intrinseca

Le ricompense possono anche ritorcersi contro. Una meta-analisi di 128 esperimenti condotta da Deci, Koestner e Ryan (1999) ha rilevato che le ricompense tangibili legate allo svolgimento o al completamento di un compito tendono a ridurre la motivazione intrinseca per i compiti interessanti. Gneezy e Rustichini (2000) hanno dimostrato che piccoli pagamenti possono abbassare la performance rispetto all’assenza totale di pagamento, da cui il titolo del loro studio, “Pay enough or don’t pay at all”.

Il quadro non è però “i bonus non funzionano”. Una meta-analisi di 40 anni di Cerasoli, Nicklin e Ford (2014) ha rilevato che gli incentivi predicono meglio la quantità della performance, mentre la motivazione intrinseca ne predice meglio la qualità, e che la motivazione intrinseca conta meno quando gli incentivi sono direttamente legati alla performance. In precedenza, Jenkins et al. (1998) avevano rilevato che gli incentivi economici erano correlati alla quantità della performance (correlazione corretta di 0,34) ma non alla qualità, e Garbers e Konradt (2014), su 146 studi, hanno riscontrato effetti positivi sia per gli incentivi individuali (g = 0,32) sia per quelli di team (g = 0,45), con premi di team distribuiti in base al contributo più efficaci di quelli suddivisi in parti uguali.

Teoria Cosa prevede Implicazione per la progettazione
Aspettative L’impegno dipende dalla convinzione che porti alla ricompensa Indicatori controllabili dai dipendenti, line of sight chiara
Definizione degli obiettivi Obiettivi specifici, difficili e accettati aumentano la performance 2–4 obiettivi sfidanti e misurabili, con feedback
Avversione alla perdita Le perdite fanno più male di guadagni equivalenti Differimento e bonus di retention; usare i clawback con cautela
Equità e giustizia Processo e risultato equi alimentano il coinvolgimento Criteri documentati, payout spiegati
Effetto spiazzamento Le ricompense possono soppiantare l’interesse per il lavoro Usare i bonus per l’output, tutelare autonomia e qualità

Come strutturare i bonus passo per passo

1. Definisci lo scopo e l’eleggibilità

Decidi cosa deve cambiare il piano: fatturato, redditività, collaborazione, retention delle persone chiave. Poi stabilisci chi è eleggibile, ad esempio tutto il personale a tempo indeterminato o determinati livelli o funzioni, e le regole per neoassunti, part-time, congedi parentali e uscite. L’eleggibilità è una decisione retributiva, quindi metti per iscritto perché ciascun gruppo è incluso o escluso.

2. Fissa i bonus target per livello

Il bonus target è ciò che un dipendente riceve al 100% della performance, di solito espresso in percentuale della retribuzione base. In genere cresce con la seniority e con il grado di influenza del ruolo sui risultati. Confronta con il mercato l’intero pacchetto, non solo il bonus: retribuzione base più bonus target dovrebbero collocarsi dove vuoi posizionarti rispetto al mercato. I dati retributivi di TalentUp ti aiutano a calibrare entrambi.

3. Scegli e pesa gli indicatori

Usa da due a quattro indicatori, combinando i livelli in modo che le persone abbiano a cuore sia il proprio lavoro sia l’azienda:

  • Gli indicatori aziendali (utile, EBITDA, fatturato) finanziano il piano e creano allineamento.
  • Gli indicatori di team (consegna dei progetti, soddisfazione dei clienti, vendite del team) premiano la collaborazione.
  • Gli obiettivi individuali premiano il contributo personale e sono quelli in cui la line of sight è più forte.

I ruoli senior di solito hanno un peso maggiore sui risultati aziendali; i contributori individuali su quelli di team e individuali.

Joe O’Mahoney, professore e consulente per la crescita e le operazioni di M&A delle società di consulenza boutique, spiega perché la quota individuale deve restare contenuta:

Joe O'Mahoney Joe O'MahoneyMaximising the Equity Value of Consulting Firms | M&A and Growth Expert

Le ricerche sulle società di servizi professionali mostrano che i sistemi di ricompensa individualizzati innescano spesso l’«accaparramento della conoscenza». Se un partner viene premiato solo per il proprio portafoglio clienti, non ha alcun incentivo a presentare a un cliente un collega con una competenza di nicchia più pertinente. […] Performance individuale: necessaria per chi rende di più, ma pericolosa se supera il 30% del bonus potenziale totale.

Febbraio 2026 · Tradotto dall’inglese Leggi su LinkedIn →

4. Stabilisci soglia, target e tetto

Per ogni indicatore definisci una soglia (performance minima che dà diritto a un pagamento), un target e un massimo. Una prassi comune nei piani per il top management prevede una soglia all’80%-90% dell’obiettivo e un massimo al 110%-120%, con un payout di circa il 50% del target alla soglia e il 150%-200% al massimo (Semler Brossy). Fissa la soglia dove la maggior parte delle persone ha una possibilità realistica di raggiungerla e il tetto dove arrivano solo risultati eccezionali.

Performance vs obiettivo Payout (% del bonus target) Payout su un target di 5.000 €
Sotto l’80% 0% 0 €
80% (soglia) 50% 2.500 €
90% 75% 3.750 €
100% (target) 100% 5.000 €
110% 150% 7.500 €
120% o più (tetto) 200% 10.000 €

Curva illustrativa per un dipendente con una retribuzione di 50.000 € e un bonus target del 10%: lineare tra i punti, più ripida sopra il target per premiare la sovraperformance.

5. Calcola un esempio pratico

Usando la curva qui sopra e pesi del 30% azienda, 30% team e 40% individuale:

Indicatore Peso Risultato vs obiettivo Fattore di payout Ponderato
EBITDA aziendale 30% 95% 87,5% 26,25%
Consegna dei progetti del team 30% 110% 150% 45,0%
Obiettivi individuali 40% 100% 100% 40,0%
Totale 100% 111,25%

Il dipendente riceve il 111,25% del target di 5.000 €, ovvero 5.562,50 €. Molti piani aggiungono anche un cancello di finanziamento (funding gate), ad esempio nessun payout su alcun indicatore se l’utile aziendale non raggiunge la sua soglia.

6. Modella il costo e scrivi le regole

Simula il piano in scenari pessimistici, attesi e ottimistici per verificarne il costo totale e redigi un breve regolamento: eleggibilità, indicatori, curva, data di pagamento, regole per chi lascia l’azienda, come si usa l’eventuale discrezionalità e chi approva i payout.

7. Comunica per tempo e rivedi ogni anno

Spiega il piano prima dell’inizio del periodo, mostra i progressi durante l’anno e spiega ogni payout a posteriori. Poi fai una revisione: distribuzione dei payout, costo rispetto al budget, turnover dei top performer e divari nei bonus per genere e livello.

Errori comuni nei sistemi di bonus

  • Bonus che pagano sempre. Quando quasi tutti raggiungono il target ogni anno, nella mente dei dipendenti il bonus diventa parte dello stipendio, e qualsiasi taglio viene vissuto come una riduzione della retribuzione.
  • Troppi indicatori. Sette o otto obiettivi disperdono l’attenzione; nessuno sa cosa conti davvero.
  • Indicatori che nessuno controlla. I piani basati solo sui risultati aziendali offrono poca line of sight alla maggior parte dei dipendenti; quelli solo individuali minano il lavoro di squadra.
  • Nessuna soglia o nessun tetto. Senza soglia paghi la sottoperformance; senza tetto, guadagni straordinari possono far saltare il budget.
  • Discrezionalità opaca. I bonus decisi dai manager senza criteri sono la via più rapida verso la percezione di ingiustizia, e sono più difficili da difendere con le regole sulla trasparenza retributiva.
  • Misurare solo la quantità. Premiare solo i volumi invita a prendere scorciatoie; aggiungi misure di qualità o relative ai clienti dove contano.
  • Ignorare la tempistica. Una ricompensa pagata dodici mesi dopo l’impegno perde gran parte del suo segnale; vedi la tempistica dei bonus.

Sistemi di bonus e trasparenza retributiva

La Direttiva UE sulla trasparenza retributiva (2023/970) doveva essere recepita entro il 7 giugno 2026, e i suoi obblighi si applicano attraverso le leggi nazionali man mano che ciascun paese la recepisce. Ai sensi della Direttiva, la “retribuzione” comprende le componenti complementari e variabili, quindi i bonus rientrano pienamente nel suo ambito:

  • Criteri oggettivi e neutri rispetto al genere. Le strutture retributive, comprese le regole di eleggibilità e di payout dei bonus, devono basarsi su criteri non discriminatori, né direttamente né indirettamente.
  • Accesso ai criteri. I datori di lavoro devono rendere accessibili ai lavoratori i criteri utilizzati per determinare la retribuzione, i livelli retributivi e la progressione retributiva.
  • Reporting sulla retribuzione variabile. I datori di lavoro con almeno 250 dipendenti comunicano i dati ogni anno a partire dal 7 giugno 2027; quelli con 150–249 ogni tre anni a partire dal 2027; e quelli con 100–149 ogni tre anni a partire dal 7 giugno 2031. I report includono il divario di genere nella retribuzione variabile e la percentuale di donne e uomini che la ricevono.
  • Valutazione congiunta delle retribuzioni. Se un divario pari o superiore al 5% in una qualsiasi categoria di lavoratori non è giustificato da criteri oggettivi e neutri rispetto al genere e non viene corretto entro sei mesi, i datori di lavoro devono effettuare una valutazione congiunta delle retribuzioni con i rappresentanti dei lavoratori.
  • Onere della prova. Nelle cause per discriminazione retributiva, passa al datore di lavoro.

Anita Lettink, consulente olandese sul futuro del lavoro, le tecnologie HR e il payroll che realizza report retributivi per le aziende, vede negli incentivi la parte più esposta della retribuzione:

Anita Lettink Anita LettinkKeynote Speaker & Advisor on the Future of Work, HR Tech & Payroll

Perché la retribuzione variabile, come i bonus, gli incentivi di breve e di lungo termine, è retribuzione. […] I premi individuali si basano spesso sulla discrezionalità, su criteri poco chiari o su un’applicazione incoerente. Con il tempo, è lì che emergono risultati disuguali ed è lì che si trovano le correzioni del divario retributivo più costose, soprattutto con gli LTI.

Gennaio 2026 · Tradotto dall’inglese Leggi su LinkedIn →

I bonus discrezionali, i bonus concentrati in ruoli a prevalenza maschile e le regole che penalizzano il part-time o i congedi sono i più esposti. Per il quadro completo, leggi come i team HR possono prepararsi alla Direttiva UE sulla trasparenza retributiva, cosa devono sapere le HR sulla legge UE sulla trasparenza retributiva del 2026 e come usare il benchmarking retributivo per conformarsi alla trasparenza retributiva. Puoi anche verificare le tue fasce retributive con il nostro strumento gratuito di benchmarking per la trasparenza retributiva.

Conclusione

Il miglior sistema di bonus non è il più generoso, ma quello che i dipendenti capiscono e in cui credono. Scegli i tipi di bonus adatti al comportamento che vuoi ottenere, mantieni pochi indicatori e controllabili, usa una curva di payout con una soglia e un tetto reali e spiega ogni payout.

La ricerca psicologica offre paletti chiari: gli incentivi aumentano l’output misurabile, l’equità alimenta il coinvolgimento, e qualità e creatività dipendono da una motivazione intrinseca che i bonus dovrebbero tutelare. In Europa, la trasparenza retributiva aggiunge un ulteriore test: ogni regola dei bonus deve essere oggettiva, documentata e neutra rispetto al genere. E poiché la maggior parte degli annunci di lavoro non dice nulla sulla retribuzione variabile, vale ancora la pena comunicare ai candidati un bonus ben spiegato.

Fonti

  • TalentUp. Database di annunci di lavoro, gennaio–settembre 2024 e 2026 (vedi la metodologia sopra; metodologia TalentUp).
  • Unione europea. Direttiva (UE) 2023/970 sulla trasparenza retributiva. EUR-Lex.
  • Adams, J. S. (1965). Inequity in social exchange. Advances in Experimental Social Psychology, 2, 267–299.
  • Cerasoli, C. P., Nicklin, J. M., & Ford, M. T. (2014). Intrinsic motivation and extrinsic incentives jointly predict performance: A 40-year meta-analysis. Psychological Bulletin, 140(4), 980–1008. https://doi.org/10.1037/a0035661
  • Colquitt, J. A., Conlon, D. E., Wesson, M. J., Porter, C. O., & Ng, K. Y. (2001). Justice at the millennium: A meta-analytic review of 25 years of organizational justice research. Journal of Applied Psychology, 86(3), 425–445. https://doi.org/10.1037/0021-9010.86.3.425
  • Deci, E. L., Koestner, R., & Ryan, R. M. (1999). A meta-analytic review of experiments examining the effects of extrinsic rewards on intrinsic motivation. Psychological Bulletin, 125(6), 627–668. https://doi.org/10.1037/0033-2909.125.6.627
  • Fryer, R. G., Levitt, S. D., List, J. A., & Sadoff, S. (2012). Enhancing the efficacy of teacher incentives through loss aversion: A field experiment. NBER Working Paper 18237. https://www.nber.org/papers/w18237
  • Garbers, Y., & Konradt, U. (2014). The effect of financial incentives on performance: A quantitative review of individual and team-based financial incentives. Journal of Occupational and Organizational Psychology, 87(1), 102–137. https://doi.org/10.1111/joop.12039
  • Gneezy, U., & Rustichini, A. (2000). Pay enough or don’t pay at all. The Quarterly Journal of Economics, 115(3), 791–810.
  • Hossain, T., & List, J. A. (2012). The behavioralist visits the factory: Increasing productivity using simple framing manipulations. Management Science, 58(12), 2151–2167. https://doi.org/10.1287/mnsc.1120.1544
  • Jenkins, G. D., Mitra, A., Gupta, N., & Shaw, J. D. (1998). Are financial incentives related to performance? A meta-analytic review of empirical research. Journal of Applied Psychology, 83(5), 777–787.
  • Kahneman, D., & Tversky, A. (1979). Prospect theory: An analysis of decision under risk. Econometrica, 47(2), 263–291.
  • Locke, E. A., & Latham, G. P. (2002). Building a practically useful theory of goal setting and task motivation. American Psychologist, 57(9), 705–717. https://doi.org/10.1037/0003-066X.57.9.705
  • Semler Brossy. How to set threshold and maximum payouts that are tailor-made for your company.
  • Vroom, V. H. (1964). Work and Motivation. Wiley.

Domande frequenti

Che cos'è un sistema di bonus?

Un sistema di bonus è l'insieme di regole che stabilisce chi può ricevere un bonus, quanto può ricevere, da quali risultati dipende e come e quando viene pagato. Di solito definisce l'eleggibilità, un bonus target espresso in percentuale della retribuzione, gli indicatori e il loro peso e una curva di payout con soglia, target e tetto massimo.

Quali sono i principali tipi di bonus?

I più comuni sono il bonus di performance individuale, il bonus di team, il bonus aziendale o di partecipazione agli utili, le provvigioni, il bonus d'ingresso, il bonus di retention, il bonus una tantum (spot bonus) e il bonus per referral. Ognuno premia un comportamento diverso, per questo la maggior parte delle aziende ne combina due o tre.

Come si strutturano i bonus per i dipendenti?

Definisci chi è eleggibile, fissa un bonus target in percentuale della retribuzione base per livello, scegli da due a quattro indicatori misurabili e assegna loro un peso, poi stabilisci soglia, target e massimo per ciascun indicatore. Documenta le regole, verifica il costo in diversi scenari e comunicale prima dell'inizio del periodo di valutazione.

Com'è fatta una tipica curva di payout dei bonus?

Uno schema diffuso non paga nulla al di sotto di una soglia pari a circa l'80%-90% dell'obiettivo, paga circa il 50% del bonus target alla soglia, il 100% al target e limita il payout al 150%-200% del target quando la performance raggiunge circa il 110%-120% dell'obiettivo.

I bonus possono ridurre la motivazione intrinseca?

Sì. Le meta-analisi mostrano che le ricompense legate alla performance possono soppiantare l'interesse per attività che le persone già apprezzano, e che gli incentivi predicono meglio la quantità del lavoro che la sua qualità. I bonus funzionano meglio se affiancati ad autonomia, obiettivi significativi e riconoscimento, non come loro sostituti.

Come incide la Direttiva UE sulla trasparenza retributiva sui sistemi di bonus?

Secondo la Direttiva (UE) 2023/970, la retribuzione comprende le componenti variabili come i bonus. Una volta recepita nel diritto nazionale, i criteri dei bonus dovranno essere oggettivi e neutri sotto il profilo del genere, e i datori di lavoro con almeno 100 dipendenti dovranno comunicare il divario di genere nella retribuzione variabile e la percentuale di donne e uomini che la ricevono.

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Scritto da

Albert Mercadé Laborda

Marketing Manager

Albert guida il marketing e la crescita di TalentUp, dove lavora all'incrocio tra risorse umane, compensation & benefits e trasparenza retributiva. Trasforma i dati retributivi di TalentUp in guide pratiche che aiutano i team HR e Total Rewards a confrontare le retribuzioni con il mercato, costruire strutture retributive eque e prepararsi alla Direttiva UE sulla trasparenza retributiva.

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