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Trasparenza retributiva in Portogallo: guida per i datori di lavoro 2026

Informazioni legali aggiornate l'ultima volta il 17/08/2026

Stato della Direttiva UE sulla trasparenza retributiva in Portogallo: Bozza Pubblicata: Consultazione fino al 25 ago 2026

Il Portogallo non ha emanato la legislazione di recepimento della Direttiva. Una prima bozza che modifica il Codice del Lavoro e la Legge 60/2018 era già stata sottoposta a consultazione pubblica ad aprile 2026, guidata dalla Commissione per la Parità nel Lavoro e nell'Occupazione insieme al Ministero del Lavoro, della Solidarietà e della Sicurezza Sociale, ma quella bozza non è stata finalizzata entro la scadenza UE del 7 giugno 2026. Il 5 agosto 2026 il governo ha pubblicato una bozza di disegno di legge più completa per la consultazione pubblica, aperta ai commenti fino al 25 agosto 2026. La caratteristica fondamentale del modello portoghese riguarda chi effettua il calcolo: anziché un regime di autodichiarazione da parte del datore di lavoro, la bozza prevede che sia il Ministero del Lavoro a calcolare gli indicatori del divario retributivo di genere, il divario medio, il divario mediano e gli stessi indicatori per la retribuzione supplementare o variabile, direttamente a partire dai dati che i datori di lavoro già presentano nel Relatório Único (Relazione Unica), con l'ispettorato del lavoro (ACT) che dovrebbe agire in modo proattivo sui risultati anziché limitarsi a rispondere ai reclami. La bozza conferma le fasce di rendicontazione graduale della Direttiva, in aggiunta alla soglia esistente di 50 o più dipendenti già utilizzata per la rendicontazione ai sensi della Legge 60/2018, e fissa la prima scadenza di rendicontazione per i datori di lavoro con 150 a 249 dipendenti al 7 giugno 2027, relativa all'anno di riferimento 2026. Per i datori di lavoro portoghesi in quella fascia, il 2026 è quindi già il primo anno di riferimento per la rendicontazione, non un anno di attesa. Poiché il disegno di legge non è stato finalizzato né approvato dall'Assemblea della Repubblica, cifre esatte come gli importi delle sanzioni restano provvisorie e potrebbero ancora cambiare prima dell'emanazione.

Cos'è la trasparenza retributiva e a chi si applica?

La Direttiva UE sulla trasparenza retributiva (Direttiva (UE) 2023/970) è una legge vincolante dell'UE che impone la parità retributiva per lo stesso lavoro tra donne e uomini. Introduce regole obbligatorie sulla divulgazione salariale, sulla segnalazione del divario retributivo e sui diritti dei lavoratori.

Il Portogallo già regola l'equità retributiva di genere tramite la Legge 60/2018, in vigore da febbraio 2019, che richiede alle aziende con 50 o più dipendenti di presentare annualmente dati retributivi al Ministero del Lavoro e di correggere i divari retributivi di genere ingiustificati individuati dalle autorità. Il Portogallo ha mancato la scadenza di recepimento a livello UE del 7 giugno 2026 per la Direttiva sulla Trasparenza Retributiva (2023/970), ma il 5 agosto 2026 il governo ha pubblicato un disegno di legge completo per la consultazione pubblica, aperta fino al 25 agosto 2026. Il modello è guidato dalle autorità: gli enti pubblici combinano i dati dei datori di lavoro già depositati nel Relatório Único (Relazione Unica) con dati amministrativi per calcolare gli indicatori del divario retributivo, anziché richiedere ai datori di lavoro di autodichiarare una cifra separata. La bozza conferma che i datori di lavoro con 150 o più lavoratori devono presentare la loro prima relazione entro il 7 giugno 2027, relativa all'anno di riferimento 2026, per cui il 2026 è già il primo anno di rendicontazione per questi datori di lavoro, anche se la legge di recepimento non è ancora stata emanata.

Ai sensi della legge attuale, solo i datori di lavoro portoghesi con 50 o più dipendenti devono depositare relazioni retributive annuali tramite il Relatório Único. La bozza di disegno di legge di agosto 2026 conferma le fasce di rendicontazione della Direttiva UE a 100-149, 150-249 e 250 o più dipendenti, con il Ministero del Lavoro che calcola gli indicatori del divario retributivo a partire dai dati già depositati anziché tramite autodichiarazione da parte dei datori di lavoro; obblighi come il divieto sulla storia salariale e la divulgazione della fascia salariale dovrebbero applicarsi a datori di lavoro di qualsiasi dimensione.

Cosa devono fare i datori di lavoro in Portogallo

Tutti i datori di lavoro, indipendentemente dalle dimensioni

  • Rispettare il principio generale di parità retributiva per lavoro uguale stabilito nel Codice del Lavoro
  • Prepararsi per un atteso divieto di chiedere ai candidati la loro storia salariale una volta approvata la legge di recepimento
  • Prepararsi per attesi requisiti di titoli di lavoro neutri rispetto al genere e annunci di lavoro

Datori di lavoro con 50 o più dipendenti (regime esistente della Legge 60/2018)

  • Presentare annualmente dati retributivi suddivisi per genere, settore, professione e qualifica al Ministero del Lavoro
  • Condividere la relazione retributiva annuale con i rappresentanti dei dipendenti
  • Preparare un piano di valutazione entro 120 giorni se il Ministero segnala un divario retributivo ingiustificato, e correggerlo entro 180 giorni

Datori di lavoro con 100 a 249 dipendenti (confermato dal disegno di legge di agosto 2026)

  • Far calcolare al Ministero del Lavoro i dati medi e mediani sul divario retributivo di genere, compresa la retribuzione variabile, direttamente a partire dalla dichiarazione Relatório Único già presentata dal datore di lavoro, su un ciclo triennale, anziché compilare e autodichiarare una cifra separata
  • Divulgare le fasce salariali ai candidati negli annunci di lavoro o prima del colloquio
  • Condurre una Valutazione Retributiva Congiunta con i rappresentanti dei lavoratori se un divario retributivo ingiustificato del 5% o più persiste per sei mesi
  • In particolare per i datori di lavoro con 150 a 249 dipendenti: presentare la prima relazione entro il 7 giugno 2027, relativa all'anno di riferimento 2026

Datori di lavoro con 250 o più dipendenti (atteso ai sensi del recepimento della Direttiva UE)

  • Rendicontare i dati sul divario retributivo di genere annualmente anziché ogni tre anni una volta completato il recepimento
  • Rendicontare i dati sulla distribuzione per quartili retributivi per genere
  • Rispondere alle richieste individuali dei dipendenti per informazioni retributive medie per genere entro due mesi

Scadenze chiave

21 feb 2019 Entra in vigore la Legge 60/2018, che crea il regime esistente del Portogallo per la rendicontazione retributiva e il piano di valutazione
Apr 2026 La bozza di legge di recepimento della Direttiva UE sulla Trasparenza Retributiva viene aperta alla consultazione pubblica
7 giu 2026 Scadenza di recepimento a livello UE. Il Portogallo non la rispetta; il disegno di legge resta in consultazione e redazione
5 ago 2026 Il governo pubblica una bozza di disegno di legge più completa, che conferma il modello guidato dalle autorità e la scadenza di rendicontazione per i 150 dipendenti, per la consultazione pubblica
25 ago 2026 Si chiude la consultazione pubblica sulla bozza di disegno di legge di agosto 2026
7 giu 2027 Prima relazione sul divario retributivo di genere dovuta per i datori di lavoro con 150 a 249 dipendenti, relativa all'anno di riferimento 2026
2031 (atteso) Prima scadenza di rendicontazione contemplata per i datori di lavoro con 100 a 149 dipendenti, una volta finalizzata la legge portoghese

Sanzioni per mancata conformità in Portogallo

Ai sensi dell'attuale regime della Legge 60/2018, le sanzioni amministrative per violazioni di rendicontazione retributiva o discriminazione retributiva vanno secondo alcuni resoconti da circa 2.040 a 61.200 euro a seconda della gravità, oltre alla possibile esclusione dagli appalti pubblici. Il regime sanzionatorio per i nuovi obblighi basati sulla Direttiva non è ancora stato fissato perché la legge di recepimento è ancora in bozza.

L'Autorità per le Condizioni di Lavoro (ACT) applica gli obblighi di rendicontazione e del piano di valutazione, mentre la Commissione per la Parità nel Lavoro e nell'Occupazione (CITE) indaga sui reclami individuali di discriminazione retributiva.

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RETRIBUZIONE MEDIA

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RETRIBUZIONE MEDIANA

37.5K EUR

RETRIBUZIONE MEDIA FEMMINILE

38.3K EUR

RETRIBUZIONE MEDIANA FEMMINILE

36K EUR

RETRIBUZIONE MEDIA MASCHILE

40.5K EUR

RETRIBUZIONE MEDIANA MASCHILE

39K EUR

Divario di genere

Retribuzione variabile per genere

Divario retributivo di genere generale

Retribuzione Media Maschile N/A
Retribuzione Media Femminile N/A

Analisi sul divario retributivo

Dati mancanti

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Distribuzione anzianità

Divario retributivo per livello (quartili)

-

Uomo
Donna

Domande frequenti sulla trasparenza retributiva in Portogallo

No. Il Portogallo ha mancato la scadenza di recepimento UE del 7 giugno 2026. Una bozza di disegno di legge più completa, che modifica il Codice del Lavoro e la Legge 60/2018, è stata pubblicata per la consultazione pubblica il 5 agosto 2026, aperta fino al 25 agosto 2026, ma non è stata approvata dall'Assemblea della Repubblica, quindi i datori di lavoro portoghesi operano ancora ai sensi del regime preesistente della Legge 60/2018 mentre la nuova bozza viene finalizzata.