Stato della Direttiva UE sulla trasparenza retributiva in Austria: Scadenza Non Rispettata, Nessuna Bozza
Agli inizi di agosto 2026, l'Austria non ha pubblicato né promulgato una bozza legislativa definitiva (Gesetzesentwurf) per recepire la Direttiva 2023/970, anche se la scadenza di recepimento del 7 giugno 2026 è trascorsa. I commenti di inizio 2026 indicavano una bozza attesa per la primavera 2026, ma nessun disegno di legge è stato formalmente presentato in parlamento fino a questo momento, e nessun ministero ha pubblicamente rivendicato la responsabilità del dossier, anche se probabilmente ricadrebbe sul Ministero del Lavoro in collaborazione con l'esistente Commissione per la Parità di Trattamento e l'Ombud per la Parità di Trattamento. Poiché l'Austria già regola la divulgazione salariale negli annunci di lavoro e la rendicontazione retributiva biennale per le aziende con 150 o più dipendenti, il recepimento finale dovrebbe estendere e adattare questo quadro esistente, ad esempio aggiungendo la rendicontazione del divario retributivo mediano, valutazioni retributive congiunte formali e un diritto individuale all'informazione retributiva, piuttosto che costruire un sistema interamente nuovo. Fino all'emanazione di un disegno di legge, nessuna delle nuove soglie o disposizioni sanzionatorie della Direttiva è giuridicamente vincolante in Austria; si applicano attualmente solo le norme preesistenti della Legge sulla Parità di Trattamento.
Cos'è la trasparenza retributiva e a chi si applica?
La Direttiva UE sulla trasparenza retributiva (Direttiva (UE) 2023/970) è una legge vincolante dell'UE che impone la parità retributiva per lo stesso lavoro tra donne e uomini. Introduce regole obbligatorie sulla divulgazione salariale, sulla segnalazione del divario retributivo e sui diritti dei lavoratori.
Il quadro esistente per l'equità retributiva dell'Austria si basa sulla Legge sulla Parità di Trattamento (Gleichbehandlungsgesetz), modificata a partire dal 2011, che già richiede ai datori di lavoro più grandi di pubblicare uno stipendio minimo neutro rispetto al genere negli annunci di lavoro e di produrre relazioni retributive interne periodiche. L'Austria doveva inoltre recepire la Direttiva UE sulla Trasparenza Retributiva entro il 7 giugno 2026, una scadenza ormai trascorsa senza una legge austriaca finalizzata.
Ai sensi dell'attuale legge austriaca, solo i datori di lavoro con 150 o più dipendenti devono produrre relazioni retributive biennali, mentre tutti i datori di lavoro devono usare cifre di stipendio minimo neutre rispetto al genere negli annunci di lavoro; una volta recepita, la Direttiva UE dovrebbe portare a una rendicontazione annuale per le aziende con 250 o più dipendenti e a una rendicontazione periodica fino a 100 dipendenti, ma queste soglie inferiori non sono ancora in vigore in Austria.
Cosa devono fare i datori di lavoro in Austria
Tutti i datori di lavoro (legge attuale)
- Indicare uno stipendio mensile minimo neutro rispetto al genere, basato sul contratto collettivo applicabile, negli annunci di lavoro
- Astenersi dal chiedere ai candidati la loro retribuzione precedente
Datori di lavoro con 150 o più dipendenti (legge attuale)
- Preparare una relazione retributiva interna (Einkommensbericht) ogni due anni, suddividendo gli stipendi medi e mediani per genere, gruppo di impiego e anzianità di servizio
- Condividere la relazione con il consiglio aziendale, o renderla accessibile ai dipendenti
Proposto nell'ambito di un eventuale recepimento, non ancora in vigore
- Rendicontazione annuale del divario retributivo di genere per i datori di lavoro con 250 o più dipendenti, attesa iniziare con i dati del 2026 intorno a giugno 2027
- Rendicontazione ogni tre anni per i datori di lavoro con 100 a 249 dipendenti, introdotta gradualmente tra il 2027 e il 2031
- Una valutazione retributiva congiunta con i rappresentanti dei dipendenti laddove persista un divario retributivo ingiustificato del 5% o più
- Un diritto formale dei dipendenti a richiedere informazioni retributive individuali per ruoli comparabili
Scadenze chiave
Sanzioni per mancata conformità in Austria
Ai sensi dell'attuale diritto austriaco non esistono sanzioni amministrative dirette per la mancata produzione o condivisione di una relazione retributiva interna; l'applicazione si basa invece su dipendenti o consigli aziendali che intraprendono azioni legali tramite la Commissione per la Parità di Trattamento o i tribunali. La Direttiva UE richiede all'Austria di introdurre sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive una volta recepita, ma poiché nessun disegno di legge austriaco è stato finalizzato, non sono stati fissati importi specifici delle sanzioni.
La Commissione per la Parità di Trattamento (Gleichbehandlungskommission) e l'Ombud per la Parità di Trattamento (Gleichbehandlungsanwaltschaft) supervisionano la conformità con la Legge austriaca sulla Parità di Trattamento.
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Domande frequenti sulla trasparenza retributiva in Austria
Sì. L'Austria era tenuta a recepire la Direttiva 2023/970 nel diritto nazionale entro il 7 giugno 2026, e agli inizi di agosto 2026 nessuna legge austriaca di recepimento è stata finalizzata o formalmente presentata come disegno di legge.